SPAZIO OBERDAN
6 dicembre 2014
14.30
Italia, 1967
DCP, colore, 97’
v.o. italiano
Regia
Paolo Cavara
Soggetto
Paolo Cavara, Fabio Carpi, Ugo Pirro
Sceneggiatura
Paolo Cavara, Tonino Guerra, Alberto Moravia
Fotografia
Marcello e Raffaele Masciocchi
Montaggio
Sergio Montanari
Musica
Gianni Marchetti
Interpreti
Philippe Leroy, Delia Boccardo, Gabriele Tinti, Luciana Angiolillo, Giorgio Gargiullo
Produttore
Georges Marci
Produzione
Cavara
Contatti
pholle@gmail.com
Il documentarista Paolo viaggia dall'Africa all'Oriente alla ricerca di scene sensazionalistiche. Il suo cinismo non conosce limiti: tenta di persuadere un bonzo a darsi fuoco davanti alla macchina da presa, convince un plotone d'esecuzione a spostare i condannati davanti a un muro bianco, più fotogenico... Cavara, co-regista dei vituperati Mondo Cane (1962) e La donna nel mondo (1963), realizza un'opera sottilmente ambigua e crudele: se da una parte denuncia lo spirito alla base di quei film, dall'altra riflette con largo anticipo sui tempi sulla manipolazione della realtà, sul falso mito della macchina da presa e sugli stereotipi dell'industria culturale di massa. Convincente Philippe Leroy in un ruolo complesso e sgradevole, quello di un uomo pronto a condurre alle estreme conseguenze la propria ossessione. Un classico da recuperare, a metà strada tra L'occhio che uccide e Cannibal Holocaust, restaurato dalla Cineteca Nazionale di Roma.
NOTE BIOGRAFICHE
Paolo Cavara (1926-1982), regista eclettico e provocatorio, si è mosso con sguardo libero in generi diversi, dalla commedia, al documentario e al thriller, con una propensione per la descrizione di personaggi anomali e in controtendenza. Tra i suoi film, oltre L'occhio selvaggio, si ricordano I malamondo (1964), La cattura (1969), La tarantola dal ventre nero (1971) e ...e tanta paura (1976). Negli ultimi anni della sua carriera si è dedicato alla regia televisiva.